L’importanza di ritrovare la nostra umanità perduta

” Siamo l’unica società della storia a non avere al proprio centro nulla di trascendente, nulla che sia più grande di noi stessi.
Lo sgomento lo avvertiamo in relazione a supercomputer, razzi spaziali e acceleratori di particelle.
L’era prescentifica, con tutti i difetti che aveva, almeno offriva alle persone la pace mentale che dal sapere che tutte le conquiste dell’uomo sono insignificanti di fronte allo spettacolo dell’universo. Noi, più provvisti di gadget ma meno umili nel nostro atteggiamento, siamo lasciati a districarci fra sentimenti di invidia, angoscia e arroganza che nascono dal non avere ricettacolo più convincente, per la nostra venerazione, degli altri nostri congeneri umani, brillanti e moralmente inquietanti.
Ci sentiamo piccoli dentro una cattedrale e ci accorgiamo di quanto sia importante sentirsi piccoli per conservare l’equilibrio mentale.”

Alain de Botton (Zurigo, 20 dicembre 1969) è uno scrittore svizzero. A questa attività ha affiancato quella di presentatore televisivo e imprenditore culturale[1]. I suoi libri e i suoi programmi televisivi trattano di vari argomenti in uno stile filosofico, ponendo l’attenzione sulla loro rilevanza per la vita quotidiana. Scrive in inglese.

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